Il mercato degli accumulatori sino ad oggi non è risultato redditizio se applicato alle fonti d'energia rinnovabile.

Questo perché spesso i costi di produzione, i problemi di smaltimento degli accumulatori a fine vita e gli ingombri, non rendevano tali prodotti convenienti in abbinamento agli impianti fotovoltaici o eolici.

 

Qualcosa però sta cambiando, perché le aziende del settore, in seguito alle politiche energetiche che i governi stanno portanto avanti, stanno fiutando il business ed hanno attivato i propri settori di ricerca e sviluppo, al fine di trovare soluzioni ecosostenibili, efficienti ed economicamente accessibili.

Prendendo l'esempio della Germania, che dopo il terremoto in Giappone ed il conseguente disastro nucleare, sta adottando politiche volte alla sostituzione dell'energia nucleare con le energie rinnovabili, nasce il problema di "stoccare" l'energia in eccesso prodotta dalle centrali fotovoltaiche ed eoliche, rispetto alla richiesta istantanea d'energia del paese. Nel caso delle centrali nucleari ed idroelettriche, tale problema non sussisteva, poiché esistevano sistemi di controllo che regolavano la quantità di energia da immettere nella rete. Nei prossimi anni invece, qualora si dovesse procedere alla sostituzione dell'energia nucleare con le energie rinnovabili, gli accumulatori saranno uno strumento indispensabile per lo stoccaggio temporaneo dell'energia in eccesso prodotta. E allora ecco che viene incontro lo sviluppo tecnologico, che già sta muovendo i primi passi sui sistemi "star and stop" delle automobili, laddove le batterie devono sopportare più cicli di carica e scarica del normale. I ricercatori del settore stanno studiando metodi per sostituire progressivamente il piombo nelle batterie con altri materiali, quali la combinazione sodio-zolfo o il litio.

 

Quest'ultimo però non è presente in natura in quantità infinite, seppure attualmente ha costi di produzione abbastanza contenuti: l'orientamento degli scienziati quindi si sta spostando sulla composizione sodio-zolfo, ovvero due sostanze che abbondano in natura e non hanno implicazioni inquinanti come il piombo o il litio. Certo, la ricerca dovrà però abbassare i costi di produzione, che al momento non giustificano, nella situazione attuale, l'impiego in accumulatori per centrali di energia rinnovabile.