Ha suscitato una leggera invidia leggere che alcuni comuni hanno dato la possibiltà, ai propri cittadini, di installare un "Tetto Fotovoltaico" overo un impianto di produzione di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici a costo zero, o quasi.
Una iniziativa che permetterà a molte famiglie di realizzare un investimento a favore delle generazioni future, abbattendo emissioni di CO2 ed, allo stesso tempo, un investimento economicamente redditivo.
Le uniche spese necessarie, versate al soggetto istituzionale preposto alla istruttoria delle domande di ammissione alla tariffa incentivante, sono all'incirca di Euro 240.
Queste spese, amministrative, sono comprensive di quelle da riconoscere al gestore della rete per lo svolgimento delle attività di sopralluogo e per l'individuazione del punto di interconnessione alla rete di distribuzione locale.
La possibilità, per i residenti, di partecipare alla iniziativa è subordinata, però, all'utilizzo della formula dello scambio sul posto.
Questi comuni, territorialmente separati, ma uniti da una mentalità aperta verso le nuove frontiere della produzione elettrica, sono disposti a macchia di leopardo lungo tutto lo stivale.
Ad esempio, l'iniziativa :" Ancora 300 tetti fotovoltaici" in Valle Umbra, oppure i "300 tetti fotovoltaici" del comune di Castrolibero (CS).
Ben consapevoli che parlare di energie rinnovabili, salvaguardia del territorio ed impatto zero non riuscirà a smuovere i comuni e le istituzioni che sono affetti da una miopia atavica.
Confidiamo però nello snellimento della burocrazia che circonda l'iter realizzativo ovvero in una semplificazione delle autorizzazioni comunali e non solo.



Tetto fovoltaico: i comuni guardano lontano




